Carburante, Freni: “Decreto legge con misure mirate, priorità manovra per il ceto medio e previdenza”
(Adnkronos) –
Obiettivo decreto legge entro settembre per sostenere le fasce più esposte al rialzo dei carburanti. Intanto nel cantiere della manovra d'autunno mettere in cima alle priorità: taglio tasse ceto medio, previdenza e salute. Il sottosegretario all'Economia Federico Freni, intervistato dall'Adnkronos a margine del Forum Teha a Cernobbio, indica i prossimi passi di politica economica del governo tra le misure urgenti contro il caro-energia e gli interventi per il prossimo Bilancio. Nel breve termine sul tavolo del governo ci sono le misure mirate a favore di settori e soggetti più colpiti mandando possibilmente in soffitta il taglio generalizzato delle aliquote sul carburante – attivo ormai da marzo – che applicandosi indistintamente a tutti i conducenti va a beneficio anche dell'esercito dei Suv o di chi ha più di un'auto, dunque i redditi più alti. "Credo che ragionevolmente si stia andando, anzi certamente si stia andando, verso misure di tipo selettivo che privilegiano le categorie che utilizzano il carburante come strumento di lavoro e, ovviamente, che tengano conto anche delle fasce di reddito", ha spiegato Freni, senza tuttavia volere entrare nel dettaglio degli interventi. Quanto ai tempi, "sarà prima della manovra”" ha aggiunto indicando l’obiettivo è di varare un decreto legge dopo la scadenza della nuova proroga dello sconto sulle accise del 10 settembre. Sul fronte della Manovra da presentare a ottobre, "la priorità resta l’estensione dell’aliquota Irpef al 33% per i redditi fino a 60mila euro", conferma il sottosegretario. "Le cose buone non si fanno schioccando le dita, ma con il tempo e ragionando", sottolinea, dicendosi fiducioso che "questo sia l’anno buono per poter estendere questo taglio". Accanto al taglio delle tasse per il ceto medio, Freni indica per il menù della Legge di Bilancio anche la salute, il sostegno dei redditi medio-bassi, la previdenza e le misure per l’energia e per la difesa, questi ultimi due 'pacchetti' da finanziare con la flessibilità Ue rispettivamente lo 0,6% del Pil (oltre 14 mld ) e lo 0,9% (circa 22 mld) nel biennio 2027-2028. Il nodo previdenza è sul tavolo. "Il problema vero è oggi che ci sono molte meno persone che contribuiscono e molte più persone che prendono la pensione. Quindi è un tema che bisogna affrontare in qualche modo" avverte Freni. Le coperture? "La coperta è sufficientemente lunga senza rischi di deficit ulteriori a prescindere dall'uscita dalla procedura Ue. Ogni anno cerchiamo le coperture e ogni anno le abbiamo trovate", dice. Ma nessun prelievo 'calato' dall'alto sui grandi gruppi, energetici o bancari, però. “È ovvio che in un Paese civile non esistono profitti o extra-profitti, esistono solo profitti legittimi e tasse pagate in relazione ai legittimi profitti. Ma chi, in un determinato comparto, ha guadagni maggiori può contribuire in modo superiore al bilancio dello Stato: non è uno scandalo – conclude – ma, d’intesa con il comparto, nulla di imposto, nulla di, come dire, obbligato”. (di Luana Cimino)
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

































































































