Umbria Jazz, nuovo record con 46mila biglietti veduti e oltre 3 mln di incasso al botteghino

(Adnkronos) –
Umbria Jazz chiude la sua cinquantatreesima edizione con un risultato che segna un nuovo capitolo nella storia del festival: oltre 46.000 biglietti venduti e più di 3 milioni di euro di incasso, un record assoluto che supera quello – già straordinario – del 2024. È il segno di un progetto culturale che non smette di crescere, capace di trasformare Perugia, per dieci giorni, in una città interamente abitata dalla musica e da una comunità che si riconosce nel festival. Il salto in avanti è netto: +26% rispetto ai 42.035 biglietti e ai 2,38 milioni del precedente record di due anni fa. Numeri che raccontano un’edizione imponente: 500 musicisti, 80 band, una media di 28 appuntamenti al giorno, 29 concerti a pagamento tutti sold out tra Teatro Morlacchi e Sala Podiani (entrambe con +38% di incasso), e quasi 160 eventi gratuiti presi d’assalto a ogni ora. Solo il concerto di anteprima con Serena Brancale ha richiamato oltre 10.000 persone. 
Fondamentale anche la macchina organizzativa: il Minimetro ha registrato circa 160 mila validazioni, le navette e la Protezione Civile hanno gestito i flussi verso l’acropoli, riducendo traffico e garantendo mobilità anche nelle fasce serali. Un festival che non solo riempie teatri e piazze, ma ridisegna la città. 
Dietro i numeri, la forza della proposta artistica. Umbria Jazz 2026 ha confermato il suo equilibrio unico: grande jazz internazionale, genealogie laterali, musiche nere americane, pop colto, soul, gospel, contaminazioni. Un mosaico elegante e vitale dove convivono mondi lontani: le voci di Cécile McLorin Salvant, Annie & the Caldwells e Laurie Anderson; il pianismo innovativo di Jason Moran; la saggezza di Charles Lloyd; e poi Sting, Zucchero, Gilberto Gil, Snarky Puppy, la Metropole Orkest alla sua prima volta in Italia, Kingfish, Elvis Costello. Un festival che non si consegna mai a un’unica emozione. Il centro storico è tornato a essere spazio pubblico grazie ai concerti gratuiti, animati dalla grinta di Jonté Mayon, dal blues caldo di Alan Harris e da decine di musicisti che scelgono Perugia come tappa speciale del loro percorso. Alla Podiani, le proposte più raccolte hanno portato Ethan Iverson, Brandee Younger, Immanuel Wilkins e Kris Davis, appena eletta Pianista dell’Anno Downbeat 2026. Le Berklee Clinics, il Conad Jazz Contest, le produzioni originali, i club, le jam session notturne: per dieci giorni Perugia ha vissuto di musica senza interruzione. 
Il valore culturale è la vera cifra del festival: Umbria Jazz crea appartenenza, comunità, identità. Per molti artisti esibirsi qui significa entrare in una storia condivisa, ritrovare un pubblico competente e curioso, una città che ascolta e accoglie. Una comunità che cresce anche grazie ai 700 bambini di UJ4Kids e ai 200 studenti delle Berklee Clinics, un progetto che negli anni ha aperto le porte della formazione superiore a decine di giovani musicisti. E mentre si spengono le luci dell’edizione 2026, lo sguardo è già rivolto al prossimo appuntamento: Umbria Jazz Winter, dal 30 dicembre 2026 al 3 gennaio 2027, a Orvieto. Tra gli ospiti annunciati: Brad Mehldau, il John Pizzarelli Trio con un tributo a Tony Bennett per il Centenario, ed Eric Alexander & Vincent Herring Super Quintet con Lewis Nash. Un altro passaggio di anno accompagnato dalla musica, nel segno di una tradizione che continua a crescere. 
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