Darderi: “Al lavoro per Wimbledon dopo l’operazione, sogno top 15 e Coppa Davis”
(Adnkronos) – “L’operazione è riuscita. I tempi di cicatrizzazione sono stati più lunghi di quello che immaginavo, ma adesso mi sento bene”. Luciano Darderi sorride. È pronto a ripartire dopo l’operazione alle tonsille e le sensazioni positive emerse nel successo contro il tedesco Yannick Hanfmann negli ottavi di finale dell’Atp 250 di Maiorca rappresentano il primo segnale concreto dopo settimane delicate. “Ora va tutto bene – racconta all’Adnkronos – ho ricominciato ad allenarmi a pieno ritmo e a giocare. Ancora una decina di giorni e tornerò in piena forma, al cento per cento”. L’azzurro ripercorre il periodo trascorso lontano dai campi dopo l’eliminazione al secondo turno del Roland Garros, contro Francisco Comesana. Una pausa forzata ma necessaria, accompagnata dalla scelta di sottoporsi a un’operazione considerata fondamentale per continuare al meglio la stagione ed evitare i ricorrenti problemi di influenza nei vari tornei in giro per il mondo, con difese immunitarie spesso basse a causa della pressione legata ai tanti impegni. “Sono stato un po’ tranquillo a casa dei miei genitori, a Villa Gesell. Mi sono riposato e ho fatto qualche passeggiata, niente di più. È stato un periodo di relax. In Argentina è iniziato l’inverno, fa freddo in questi giorni”. Tra i ricordi più belli degli ultimi mesi c’è il percorso agli Internazionali d’Italia, in cui Darderi ha conquistato pubblico e risultati fino alla semifinale (la prima della carriera in un Masters 1000) persa contro Casper Ruud. Un torneo che, secondo lui, ha avuto un momento chiave: “Penso che la partita contro Tommy Paul sia stata la svolta. Ero sotto nel secondo set, ma ho tirato fuori la mia grinta e sono riuscita a riprenderla. Quel match ha fatto la differenza”. In un cammino costruito anche grazie al supporto costante del papà-allenatore Gino, tornato a seguirlo da vicino dopo aver dedicato alcuni mesi al percorso del fratello Vito. “È molto importante per me e per mio fratello. Devo sempre ringraziarlo per ciò che fa per noi”. A Roma, oltre ai risultati, Darderi è entrato nel cuore dei tifosi anche per il curioso rituale del caffè durante i match, diventato in poco tempo uno dei tormentoni del torneo. “Non so se lo riproporrò a Wimbledon, sono sincero. Vedremo. A Londra forse preferiscono il thè con un po' di latte – spiega con un sorriso -. Al Foro Italico è stata una cosa molto spontanea”. Archiviata la delusione per l’eliminazione al secondo turno del Roland Garros contro Francisco Comesana, Darderi ha scelto l'Atp 250 di Maiorca come tappa di avvicinamento a Wimbledon, con l’obiettivo di arrivare nelle migliori condizioni possibili al terzo Slam della stagione. “Si riparte come sempre, con il duro lavoro di ogni giorno. Metterò tutto me stesso in campo e darò il massimo per arrivare a Wimbledon al meglio”. Il numero 16 del ranking Atp parla anche dei colleghi azzurri. A partire da Jannik Sinner, atteso come lui a una pronta risposta dopo un periodo non semplice dal punto di vista fisico. “Anche Jannik ha avuto problemi di salute, ma sono cose normali. Siamo atleti e ci possono essere delle problematiche che vanno individuate e risolte”. Un pensiero va poi a Lorenzo Musetti, costretto a rinunciare a Wimbledon perché ancora alle prese con il complicato percorso di recupero dall’infortunio: “Mi auguro che Lorenzo possa rientrare il prima possibile nel circuito. Siamo molto amici, mi manca la sua presenza nel tour”. Parole di stima e grandi complimenti anche per Flavio Cobolli, suo coetaneo, protagonista di una stagione che lo ha portato a raggiungere la prima finale Slam della carriera e a entrare nell’élite del tennis mondiale: “Flavio sta facendo molto bene, è entrato in top 10. È stato davvero bravo negli ultimi mesi”. La crescita di Cobolli si deve anche alla grande impresa del 2025 con l’Italia, trascinata al trionfo in Coppa Davis. Proprio la maglia azzurra è uno dei suoi sogni mai nascosti: “I miei obiettivi sono entrare top 15 entro la fine dell’anno ed essere convocato con l’Italia. Vi aspetto a novembre. Ci sarò riuscito?”. La risposta arriverà nei prossimi mesi. Intanto, Luciano guarda a Londra. Con consapevolezza ed entusiasmo. (di Michele Antonelli)
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