Portogallo, Ronaldo diventa un caso? Henry: “La squadra deve segnare, non lui”
(Adnkronos) –
Cristiano Ronaldo diventa un caso per il Portogallo? La domanda comincia ad aleggiare tra tifosi e non solo all'indomani dell'esordio flop ai Mondiali 2026, dove la Nazionale lusitana ha pareggiato 1-1 con la Repubblica Democratica del Congo. Un risultato inaspettato e deludente per la squadra del ct Martinez, che al centro dell'attacco ha schierato proprio il suo numero 7, autore però di una prova fortemente negativa. Dopo il gol di Neves, il Portogallo ha effettuato soltanto sei tiri in porta, con Martinez che ha sostituito, nel corso della ripresa, tutti i suoi giocatori offensivi a eccezione di Ronaldo, che a 41 anni continua a essere intoccabile. E proprio su di lui si sono concentrate le critiche di Thierry Henry nell'immediato post partita: "La squadra deve segnare, non tu", ha detto l'ex attaccante francese, che ha poi preso a esempio un'azione in cui un movimento in area di Ronaldo ha ostacolato Bruno Fernandes, "se avesse continuato la sua corsa, avrebbe portato via un difensore e liberato Bruno Fernandes, ma siccome vuole segnare lo ha ostacolato". "Ma è la squadra a dover segnare, non lui. Abbiamo visto infatti la reazione di Bruno Fernandes", ha concluso Henry. Le difficoltà di Ronaldo, e del suo Portogallo, sono riassunte anche nei numeri: nonostante abbia giocato tutti i 90 minuti, CR7 ha concluso con soli tre tiri, zero occasioni create, due progressioni palla al piede (il secondo numero più basso tra i titolari del Portogallo), due passaggi progressivi (anche in questo caso il secondo numero più basso), due duelli aerei vinti, nessun tentativo di duello a terra e, come spesso capita, zero interventi difensivi e un solo recupero palla. Martinez ha comunque difeso Ronaldo e la sua scelta: "Penso che in una partita come quella di oggi, in cui abbiamo faticato a entrare in area di rigore, avremmo potuto sfruttare di più la qualità di Ronaldo", ha detto il ct del Portogallo nel post partita, "il Congo aveva una difesa a cinque, che a tratti sembrava addirittura a sei, lasciavano molti giocatori in area. Non aveva senso far uscire il miglior marcatore del mondo in una partita in cui hai bisogno di gol".
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