È morto Beppe ‘Sugar’ Angiolini, punto di riferimento per il fashion d’avanguardia e il Made in Italy
(Adnkronos) – È morto Giuseppe Angiolini, per tutti Beppe o 'Sugar', protagonista della moda italiana e figura di riferimento internazionale per la ricerca stilistica e le tendenze contemporanee. Nato ad Arezzo nel 1952, avrebbe compiuto 74 anni il prossimo 5 dicembre. Si è spento nella sua abitazione aretina, dopo aver combattuto a lungo contro la malattia, senza perdere il coraggio, l’entusiasmo e la fiducia nel futuro. Con la sua scomparsa, Arezzo perde una delle personalità che più hanno saputo coniugare identità cittadina, creatività e respiro internazionale.
La sua storia imprenditoriale comincia nel 1978, quando apre una boutique in Corso Italia. Da quel primo negozio nasce un progetto destinato a trasformarsi in un punto di riferimento per la moda d’avanguardia, capace di anticipare tendenze e di proporre un linguaggio stilistico fondato sulla portabilità, sull’identità e sull’eleganza informale. Nel corso dei decenni, 'Sugar' si afferma ben oltre i confini cittadini, diventando un concept store riconosciuto a livello nazionale e internazionale, luogo d'incontro tra abbigliamento, accessori, arte e design. Dal 2018 il marchio ha sede nello storico Palazzo Lambardi, in Corso Italia, dove il recupero dell'edificio ha intrecciato architettura storica e visione contemporanea. Un progetto che rispecchia pienamente la sensibilità di Angiolini, per il quale la moda non era soltanto commercio, ma espressione culturale ed esperienza estetica. Precursore e innovatore, dotato di un particolare fiuto per le evoluzioni del gusto, Angiolini aveva fatto della ricerca il tratto distintivo del proprio lavoro. La sua attenzione alla bellezza si estendeva a ogni ambito della creatività, dalla moda all'arte, dall'architettura al design, con l'obiettivo di costruire un dialogo costante tra tradizione e contemporaneità.
Profondo il legame con la sua città, che aveva nel cuore e alla quale ha dedicato numerosi progetti. Angiolini era stato chiamato a ricoprire il ruolo di direttore artistico in diverse iniziative, mettendo a disposizione competenze, visione e relazioni maturate nel panorama internazionale. Prezioso anche il contributo al distretto orafo, per il quale aveva svolto il ruolo di direttore artistico di Arezzo Oro, lavorando alla valorizzazione di uno dei settori più rappresentativi dell'economia locale. Di rilievo nazionale il suo incarico alla guida della Camera Buyer Italia, l'organizzazione che riunisce i principali operatori italiani del settore degli acquisti nella moda. Dopo aver ricoperto la presidenza effettiva, ne era diventato presidente onorario, confermando il riconoscimento conquistato nel comparto. La sua competenza lo aveva portato anche nei salotti televisivi, soprattutto in occasione di grandi appuntamenti dello spettacolo come il Festival di Sanremo, dove veniva chiamato a commentare le scelte di abbigliamento e l'immagine pubblica dei protagonisti. Un osservatorio privilegiato dal quale raccontare le trasformazioni del costume e interpretare il rapporto tra stile, personalità e comunicazione. La passione per Arezzo lo aveva spinto, nella primavera scorsa, a mettersi in gioco anche sul terreno amministrativo, candidandosi in vista delle elezioni comunali per la scelta del sindaco. Un progetto nato dal desiderio di contribuire al futuro della città, mettendo al servizio della comunità esperienza, intelligenza e capacità progettuale. L'iniziativa non aveva trovato lo sbocco auspicato, ma aveva restituito l'immagine di un uomo disposto a esporsi personalmente per ciò in cui credeva. Accanto alla dimensione pubblica e professionale, Angiolini coltivava rapporti di amicizia e collaborazione con numerosi protagonisti della moda e della cultura. Solido il legame con lo stilista Ermanno Scervino; storica e proficua anche la collaborazione con Franco Marinoni e con Confcommercio. Molti degli artisti e degli operatori del settore che frequentavano Sugar erano stati coinvolti negli anni in iniziative e appuntamenti ad Arezzo, contribuendo a rafforzare il profilo internazionale della città. A renderlo una figura speciale, oltre ai risultati imprenditoriali, erano i tratti umani: il rispetto per gli altri, la delicatezza nei rapporti, la generosità e la capacità di mantenere un atteggiamento umile anche dopo aver raggiunto una posizione di grande autorevolezza.
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